LE TRE “S”: SOGNO, STUPORE, SPETTACOLO. Tutto questo è la settimana della moda a Parigi

Inizio ottobre. Siamo ormai entrati nella stagione autunnale: per alcuni esprime tristezza, per altri una stagione di passaggio. Qualsiasi significato si voglia dare a questa fase, per me indica il termine del mese più importante dedicato alla moda.

Si è appena conclusa la fashion week a Parigi, l’ultima tappa per blogger, influencer e giornalisti per scoprire le nuove tendenze per la prossima primavera/estate.

Parigi è la città che unisce tantissimi stili differenti quali classici francesi, avanguardisti giapponesi, minimalisti belgi. Vediamo insieme come la capitale francese sia stata il palcoscenico (ma anche un’eccellente e suggestiva scenografia) per la settimana della moda di quest’anno.

Ci sono stati molti momenti emozionanti durante questi giorni, primo tra i quali la sfilata di Valentino. Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison, ha ideato una collezione che ha mandato tutti in visibilio. Nonostante l’inserimento dello sportswear, non ha peccato affatto di femminilità, anzi: con i suoi spolverini in pvc, leggeri motivi floreali, volants, mini dresses e maxi tasche in vista, Piccioli è riuscito a unire modernità e raffinatezza. Oltre che per la bellezza oggettiva della collezione, la mia emozione ha fatto capolino quando lungo la passerella scorgo un viso familiare tra le modelle: l’autrice della mia commozione è Chiara Frizzera, giovane modella originaria della mia città, con la quale ho avuto il piacere di collaborare per il marchio HĒI (brand spagnolo di streetwear e genderless ideato da un’altra mia compaesana, Sonia Giordani).

Un altro marchio che ha suscitato in me stupore allo stato puro è stato Chanel. Karl Lagerfeld ha fatto inesorabilmente centro sia con la collezione sia con la location, dove tra cascate e canyon ricreati al Grand Palais sfilano i classici tweed Chanel, con alcune rivisitazioni quali le frange, accompagnati da stivali, guanti e visiere anche qui in pvc (un altro tuffo al cuore quando sulla passerella vedo nuovamente Chiara!).

Dalla suggestiva piazza del Trocadero, ai piedi della sfavillante ed evocativa Tour Eiffel si materializza la sfilata di YSL, una dedica a Pierre Bergè, venuto a mancare pochi giorni fa, storico compagno di vita e di affari del fondatore della maison. Anthony Vaccarello ama sprigionare la femminilità in chiave decisamente sexy: abiti cortissimi monospalla, piume e broccato sono gli elementi chiave della collezione.

Olivier Rousteing per presentare la nuova collezione Balmain sceglie il teatro dell’Opéra Garnier dove sfila un cast di modelle, le più in del momento, vestite di vernice, frange, trasparenze, volants e decorazioni metalliche.

Gran ritorno dalla lontana America per Lacoste, che accompagnato da un gruppo jazz, sfila il suo immancabile abbigliamento street con il logo coccodrillato. Il tocco in più è dato dal colletto e dallo scollo spostati sulla spalla e dagli abiti bare shoulders.

Maria Grazia Chiuri per Dior omaggia l’artista Niki De Saint Phalle, aprendo la sfilata con una t-shirt slogan “Why have there been no great women artists?” veste le donne con tailleur in denim, righe alla marinara, tulle, abiti a scacchiera e pois. Al termine della sfilata si può chiaramente contraddire la domanda iniziale e affermare che esistono ancora donne artiste e la Chiuri ne è la chiara (pardon per il gioco di parole) dimostrazione.

Balenciaga presenta cinturine con charme pendenti in vita, pantaloni con diverse fantasie unite insieme, come il tartan e le righe; i paesaggi naturali stampati su i pantaloni danno l’effetto di una cartolina e i cappotti appesi al collo sono attaccati in realtà ad altri capi e hanno la doppia valenza di essere indossati in modo corretto o appesi da dietro. Ma il tocco in più sono le ciabatte in plastica, le inconfondibili (e di dubbio gusto) Croc’s, con tripla platform, coloratissime.

Il designer di Off white, Virgil Abloh, con un sottofondo musicale di cicale e suoni tipici della foresta, usa il pvc inserito nei sandali (come tanti suoi colleghi durante questa stagione) ma inserisce anche un richiamo a diversi anni del passato: un tocco di ‘800 con gonne da sera rigide come se ci fosse crinolina, un sapore di anni ’50 con abiti a pois e collana di perle e infine un ritorno agli anni ’90 con l’uscita di Naomi Campbell (anche se farlo lo stesso anno del grande ritorno sulle passerelle delle top 5 per l’omaggio a Gianni Versace, purtroppo non ha permesso lo stesso stupore. Peccato!).

Loewe punta su uno stile bohémien, con frange, paisley, che ricorda vagamente quasi un esploratore (stile Indiana Jones) con tanto di cappello. Il tocco in più? Le scarpe con la punta da ciabattina di Aladino.

Margiela stravolge i capi classici, come è tipico della maison: il trench viene privato delle maniche o si presenta bare shoulders o ancora con apposto un micro top legato in vita. Le borse sono materassè, come fossero cuscini, mascherina per dormire, appoggia collo e le etichette tipiche delle valigie in aeroporto danno l’idea del viaggio. Immancabile il momento di smarrimento con cuffie in lattice.

Sarah Burton, direttore creativo di Alexander McQueen, abbraccia un stile western unito al punk, con ruches, volants e trasparente donando un tocco sexy a tutta la collezione. Il trench viene rivisitato e declinato in diverse versioni con fiori, ruches, stampe nere naturali o con l’effetto materassè. Il completo in pied de poule dove si incrocia la trama più piccola con quella più grande da così un effetto ipnotico irresistibile. I ricami a punto croce su abiti e stivaletti cambiano l’idea della classica stampa floreale.

Il Palais de Tokyo fa da scenario alla sfilata di Rick Owens, abilissimo designer della decostruzione e assimilabile ai suoi colleghi giapponesi. Il bianco e il nero sono le onnipresenti peculiarità del marchio, con i quali sfilano modelli e modelle sotto una colonna sonora curata dall’italiano dj Congorock. Sporgenze, sculture mobili e forme particolari spiazzano il pubblico ma lo affascina al contempo.

Olivier Lapidus, nuovo direttore creativo del marchio Lanvin, punta a uno stile pulito e minimalista. Bianco, nero, blu chiaro e rosso unito al rosa sono i colori predominanti della collezione con un primo (timido) slancio dello stilista dato dall’incrocio delle lettere del marchio.

Il mese più significativo dell’anno legato a tutto il mondo della moda è arrivato, ci ha emozionato e se n’è andato via.

La stagione dei colori caldi, dell’arancione, del giallo e delle foglie che cadono è iniziata e con essa l’attesa dei futuri appuntamenti di moda in programma, tra i quali la tanto spettacolare sfilata di Victoria’s Secret.

Stay tuned!


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